Le voci di chi segue il nostro lavoro
Non raccontiamo quanto siamo bravi: lasciamo parlare chi ha letto le inchieste, chi ha collaborato a un dossier o chi ha usato i nostri reportage per il proprio lavoro. Queste note arrivano da lettori, redazioni locali e organizzazioni con cui abbiamo incrociato il cammino.
«Il dossier sulla rotta balcanica è stato il primo materiale che ho fatto leggere ai miei studenti. Non perché fosse semplice, ma perché mostrava il confine senza retorica. Le foto, i nomi, le attese: tutto documentato, tutto verificabile. È raro trovare un lavoro così pulito su un tema così sporco.»
Costantino Pellegrini
Docente di geografia politica, collabora con una rivista universitaria
«Avevamo bisogno di capire come si muovevano i finanziamenti umanitari nella regione dei Grandi Laghi. Il reportage che avete pubblicato ci ha dato una base solida per orientare le nostre attività sul campo. Niente slogan, solo dati e testimonianze incrociate.»
Edilio Pellegrini
Coordinatore di un'ONG attiva nell'Africa orientale
«Ho usato l'inchiesta sulla diga del Nilo come riferimento per un articolo che stavo preparando. La cosa che mi ha colpito è la cura nel distinguere i fatti dalle interpretazioni. Si sente che chi ha scritto c'era, ha parlato con le persone, ha controllato le fonti.»
Sig. Joshua Pellegrini
Giornalista freelance, corrispondente per testate del Nord Europa
«Il servizio fotografico sui campi informali in Bosnia è entrato nella nostra mostra collettiva sulla migrazione. Le immagini erano così precise e rispettose che abbiamo dovuto chiedere il permesso per esporle. È un lavoro che non si limita a documentare: racconta.»
Bernardo Messina
Curatore di un festival di fotografia documentaria
«Seguo la testata da due anni. Non sempre sono d'accordo con le conclusioni, ma apprezzo che le inchieste siano aperte, con fonti citate e contesto chiaro. In un panorama dove tutto è frettoloso, qui si respira un altro ritmo.»
Battista D'angelo
Ricercatore indipendente, si occupa di politiche migratorie