Prima di affidarci una storia o di collaborare a un dossier, è giusto sapere come procediamo. Ogni inchiesta parte da una segnalazione verificabile, passa da un lavoro di riscontro sulle fonti e arriva alla pubblicazione solo quando i fatti reggono. Qui trovi le tappe del nostro metodo, i tempi realistici e i paletti che ci guidano: cosa possiamo approfondire, cosa richiede più tempo e dove invece non ci spingiamo.
Se hai seguito una vicenda sul territorio o hai documenti che meritano verifica, scrivi alla redazione. Le segnalazioni vengono esaminate entro due giorni lavorativi e, se ritenute utili, assegnate a un giornalista per l'approfondimento.
Apri il modulo di contattoPer segnalare un errore in un articolo pubblicato, indica il titolo del pezzo e il punto da correggere. La redazione verifica la segnalazione e, se fondata, pubblica una rettifica entro cinque giorni lavorativi.
Scrivi alla redazioneFotoreporter e corrispondenti con esperienza sul campo possono proporre progetti documentali. Allega una sintesi dell'inchiesta, il luogo di interesse e un riferimento ai lavori già pubblicati. Le proposte vengono valutate una volta al mese.
Consulta le linee guidaTempi di risposta medi: segnalazioni entro 48 ore, richieste di collaborazione entro dieci giorni lavorativi. Per questioni urgenti è preferibile il telefono: 018 049 5254.
Ogni inchiesta segue un percorso definito, dalla prima segnalazione alla pubblicazione. I tempi cambiano in base alla complessità del tema e alla necessità di verificare le fonti sul campo.
La redazione raccoglie la segnalazione, valuta la rilevanza del tema e avvia un primo controllo incrociato delle fonti disponibili. Se il caso regge, si passa alla fase successiva.
Si consultano archivi, documenti ufficiali e banche dati. Per i temi geopolitici si incrociano rapporti di organizzazioni internazionali e fonti locali, prima di definire l'angolo del reportage.
Quando serve, si parte per il luogo dell'inchiesta. Le corrispondenze estere richiedono tempi di preparazione lunghi: permessi, contatti locali e una valutazione realistica dei rischi per chi documenta.
Il materiale raccolto viene organizzato in un dossier. La stesura passa attraverso una revisione redazionale che controlla i fatti, le citazioni e la coerenza delle immagini con il testo.
L'inchiesta viene pubblicata con una nota metodologica che chiarisce le fonti. Nei mesi successivi la redazione monitora gli sviluppi e aggiorna il pezzo quando emergono nuovi elementi.
Per proposte di collaborazione o segnalazioni riservate, la redazione risponde via email entro cinque giorni lavorativi. Le fonti che chiedono anonimato vengono protette secondo le linee guida interne.
Prima di avviare un reportage, incrociamo documenti, testimonianze e dati ufficiali. Il risultato è un quadro che regge al confronto con la realtà sul campo, non una sintesi affrettata.
Le nostre storie nascono dove accadono i fatti: ai valichi di frontiera, nelle periferie delle capitali, nei territori contesi. Ogni articolo si basa su osservazione diretta e interviste raccolte di persona.
Non ci limitiamo alla cronaca. Ogni inchiesta è accompagnata da un'analisi che spiega le radici storiche, gli attori coinvolti e le possibili evoluzioni, così il lettore ha gli strumenti per farsi un'opinione propria.
Quando una notizia non è verificabile, lo scriviamo chiaramente. Preferiamo indicare i vuoti informativi piuttosto che riempirli con congetture. È una regola che seguiamo in ogni pubblicazione.
Il giornalismo è un lavoro in progress. Se emergono nuovi elementi, aggiorniamo i pezzi già pubblicati e segnaliamo le correzioni in modo esplicito, senza sotterrarle in fondo alla pagina.