Il lavoro sul campo: come nasce un'inchiesta

Monteagle Report our work

Ogni dossier che pubblichiamo parte da una domanda precisa e da un luogo da raggiungere. Le nostre corrispondenze nascono da settimane di appunti, verifiche e conversazioni con chi vive i fatti in prima persona. Questa pagina racconta chi siamo, come lavoriamo e quali criteri guidano la scelta delle storie che portiamo alla luce.

Il percorso della redazione

Dalle prime corrispondenze dai Balcani fino ai dossier sull'acqua e sull'Amazzonia: ogni fase ha cambiato il modo in cui lavoriamo sul campo.

2017 — Primi invii dalla rotta balcanica

Il progetto nasce con una serie di reportage dai confini della Bosnia, dove abbiamo documentato per settimane le condizioni dei campi informali e le dinamiche di respingimento. Da quella esperienza è arrivata la scelta di lavorare solo con testimonianze dirette e verifiche incrociate.

2019 — Apertura della sezione geopolitica

Con l'arrivo di nuovi corrispondenti, la redazione ha iniziato a seguire in modo sistematico le crisi idriche e le tensioni diplomatiche nell'area del Nilo. Le interviste a esperti di risorse e l'analisi dei documenti ufficiali sono diventate il metodo standard per ogni dossier.

2021 — Primo archivio fotografico condiviso

Abbiamo costruito un archivio interno che oggi raccoglie oltre duemila scatti dalle aree di crisi. Le immagini non sono solo corredo: vengono datate, geolocalizzate e accompagnate da note di contesto, così ogni foto può essere riusata in un'inchiesta successiva.

2023 — Inchiesta sull'Amazzonia e i diritti indigeni

Il lavoro più lungo della redazione: tre mesi di permanenza nelle comunità della foresta, registrazioni audio e video, e una serie di articoli che ha portato all'attenzione pubblica il legame tra deforestazione e pressioni sulle terre ancestrali.

2025 — Formato mensile e nuove collaborazioni

Oggi pubblichiamo un dossier mensile e due corrispondenze settimanali. La redazione lavora con fotografi e ricercatori indipendenti in quattro continenti, mantenendo lo stesso principio iniziale: ogni storia deve avere un riscontro sul campo.

La redazione

Ogni dossier nasce da un lavoro sul campo: documenti, testimonianze e verifiche incrociate prima di arrivare in pagina.

Un giornalismo che parte dai fatti, non dalle opinioni

Monteagle Report esiste per raccontare ciò che accade oltre i titoli: le rotte migratorie, le crisi dimenticate, i conflitti che si trascinano senza che nessuno ne parli. Non inseguiamo la notizia dell'ultima ora, ma costruiamo inchieste che richiedono tempo, accesso e pazienza. Il nostro metodo è semplice: andare dove la storia accade, parlare con le persone che la vivono e restituire un quadro verificabile, con nomi, date e contesto. Crediamo che l'informazione internazionale debba essere uno strumento di comprensione, non di spettacolo. Per questo ogni reportage viene pubblicato solo dopo un lavoro di editing rigoroso, con fonti dichiarate e immagini che documentano, non decorano. Il risultato che vogliamo ottenere è una lettura più consapevole del mondo, per chi cerca sostanza e non rumore.

La strada percorsa

Dalla prima corrispondenza al network di oggi

Monteagle Report non è nato in una redazione. È cresciuto attorno a un'idea precisa: documentare le crisi internazionali senza filtri, con il tempo necessario per capire i contesti. Ogni fase del progetto ha aggiunto un tassello a quel metodo di lavoro.

2016

Le prime corrispondenze dai Balcani

Il progetto parte con una serie di reportage lungo la rotta balcanica, quando i flussi migratori erano ancora raccontati solo per numeri. Le prime testimonianze raccolte sul campo diventano la base di un archivio che oggi conta centinaia di ore di interviste e materiale fotografico inedito.

2018

La svolta del dossier

Dopo due anni di appunti sparsi e pubblicazioni frammentarie, la redazione sceglie di lavorare solo su inchieste di lunga durata. Ogni tema viene seguito per mesi, con verifiche incrociate e ritorni sul posto. È la decisione che definisce l'identità della testata e separa il lavoro da chi insegue solo la notizia del giorno.

2021

L'archivio fotografico condiviso

Le immagini scattate durante le inchieste finiscono in un archivio consultabile da altre testate e organizzazioni. Fotogiornalisti indipendenti e redazioni straniere iniziano a usare il materiale per i propri servizi. Il progetto smette di essere solo un sito e diventa una risorsa per chi lavora sull'informazione internazionale.

2023

La rete di corrispondenti locali

Le difficoltà nel coprire certe aree portano a una scelta netta: invece di inviare solo giornalisti dall'estero, la redazione forma una rete di corrispondenti che vivono nei paesi raccontati. Il risultato è una prospettiva diversa, meno legata agli stereotipi e più attenta alle dinamiche interne.

Oggi

Un metodo che continua a evolversi

Le inchieste pubblicate finora coprono migrazioni, risorse idriche, diritti dei popoli indigeni e conflitti dimenticati. Il lavoro procede senza fretta: ogni nuovo progetto parte da una domanda precisa e da un tempo di ricerca che non si comprime. È questo il patto che manteniamo con chi ci legge.

Le date indicano i momenti in cui il progetto ha cambiato direzione, non l'inizio di un'attività. Molte inchieste sono state seguite per anni prima di trovare una forma pubblicabile.

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